Il Villa Aurora Florence Meeting, giunto alla sua quinta edizione, è un appuntamento annuale organizzato dall’Istituto universitario avventista di Firenze. Il Meeting si tiene nell’ultima settimana di agosto nel parco monumentale di Villa Aurora, un’antica Villa di epoca riccardiana che sorge sulle colline di Careggi, sede del già menzionato Istituto. Nato come spazio di confronto interdisciplinare, il Meeting riunisce ogni anno studiosi, intellettuali, rappresentanti delle istituzioni e voci della società civile attorno a un tema di rilevanza teologica e politica, scelto per la sua capacità di interrogare la contemporaneità da prospettive diverse. Il tratto distintivo dell’evento sta nel mettere in dialogo, sullo stesso palco, sensibilità laiche, religiose e accademiche, che incarnino una soggettività plurale e dialoghino con il pubblico del Meeting, sovente composto da studenti universitari, giovani delle chiese e persone del mondo adulto che condividono l’urgenza di mettere al centro la parola e il confronto. Il Villa Aurora Florence Meeting è anche un grande evento musicale, artistico dove giovani band, artisti e musicisti partecipano con le loro opere, frutto del proprio ingegno.
I temi che orientano di anno in anno il confronto sono selezionati attraverso una riflessione che tiene insieme l’attualità e la sensibilità teologica della comunità di studenti e docenti della Facoltà avventista di teologia, che rappresenta una preziosa articolazione accademica dell’Istituto universitario e il Centro Culturale di Scienze Umane e Religiose (CeCSUR), da anni impegnato in un’intensa attività di approfondimento interdisciplinare.
Il tema che quest’anno orienterà la nostra riflessione è Religione e denaro.
Un certo pudore, sovente malfidato, suggerirebbe di distinguere nettamente questi due ambiti. Nondimeno, i legami tra la Religione, nella sua pur non univoca definizione, ma lontana dal sentimento religioso individuale, e il denaro, cioè il potere di procurarsi salvezza attraverso i propri averi, costituiscono da sempre un intreccio inevitabile e potenzialmente nefasto. Il denaro non è necessariamente e solamente “lo sterco del diavolo” come vuole un certo adagio popolare, e la religione è l’ambito nel quale le motivazioni profonde dell’individuo al cospetto di una qualche divinità si possono talvolta indebitamente tradurre in impresa simoniaca. Riscoprire i molti modi in cui la religione può ispirare un uso proprio e non idolatrico del denaro e del capitale si rivelerà essenziale a purgare le nostre società opulente da ogni tentazione di profitto ingiusto o peggio di commercio sacro.
Filippo Alma; Silvia Baldassarre; Oreste Bazzichi; Maurizio Caracciolo; Alessandro Cupri; Daniela Di Capua; Franco Evangelisti; Paolo Evangelisti; Emanuela Fogliadini; Isabella Gagliardi; Hanz Gutierrez Salazar; Maria Luisa Lo Giacco; Laura Lorusso; Franco Franceschi; Nausicaa Marchiori; Davide Mozzato; Gioele Murittu; Paolo Naso; Eric Noffke; Vincenzo Pace; Stefania Palmisano; Aldo Pasca; Nestor H. Petruk; Elia Piovano; Tamara Pispisa; Nino Plano; Tiziano Rimoldi; Davide Romanin Jacur; Davide Romano; Saverio Scuccimarri; Lorenzo Tanzini; Roberto Vacca; Marco Ventura; Stefano Zamagni
Evento finanziato anche grazie ai fondi dell’8×1000 alla Chiesa Avventista